Il genere soul, la musica dell’anima

La musica soul si sviluppa come sottogenere dell’R&B (Rhythm and Blues) rappresentandone una versione urbanizzata e commercializzata.
La stessa parola “soul”, che significa anima, descrive efficacemente il carattere intenso e profondo di questa musica che affonda le radici, come molti altri generi, nelle sonorità tipiche delle popolazioni afroamericane.
Il genere soul nasce negli Stati Uniti verso la fine degli anni cinquanta ma vive il suo momento di massima popolarità negli anni sessanta.
Nella “musica dell’anima”, oltre ai ritmi dell’R&B, sono racchiuse diverse sonorità ereditate da blues e gospel oltre che alcune caratteristiche della musica pop.

I grandi interpreti

L’introduzione di questo genere musicale viene attribuita a Ray Charles che nella seconda metà degli anni ’50 offrì al pubblico un brano che coniugava alla perfezione gospel e R&B, “I got a Woman”, gettando le basi per quella che sarebbe stata la storia del soul. Altri grandi cantanti hanno contribuito a perfezionare questo genere: tra questi Otis Redding (considerato una delle figure più importanti nello sviluppo della musica soul) , Aretha Franklin, James Brown e Wilson Pickett.

Evoluzione della musica soul

L’evoluzione del soul ha portato alla nascita di diversi sottogeneri grazie agli stessi musicisti che si mossero in diverse direzioni anche se molte varianti dipesero dalle stesse città degli Stati Uniti in cui si sviluppò questo genere.

Tra i diversi tipi di soul possiamo individuare:

  • Nu soul: fonde il soul con l’R&B contemporaneo e con il pop rap;
  • Hip hop soul: è l’incontro tra l’R&B contemporaneo e l’hip hop;
  • Pop soul: la versione del soul orientata all’esposizione commerciale;
  • Smooth soul: deriva dall’unione di soul, funk e musica pop;
  • Soul jazz: nato dall’hard bop e dall’unione di sonorità blues, gospel e R&B;
  • Southern soul: conosciuto anche come “deep soul” o “country soul” ha origini gospel ed è il tipico soul del sud degli Stati Uniti.