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Il blues è sconfitta, un vincente non potrebbe mai portarsi il blues dentro. Il blues non ama i vincenti, si allontana quando ne sente l’odore. Il blues è la rivincita dei perdenti, il blues è il pane degli sconfitti. Il blues è la mia malinconia, mi accompagna, da quando sono nato“.
Questa citazione tratta dal libro “L’ombra della città” di Giovanni Scafoglio racconta incredibilmente bene cos’è la musica blues.

Questo genere raccoglie in sé una serie di sensazioni malinconiche, tristi, profonde.
Blues è nella lingua inglese la tristezza, la malinconia, la depressione. Nonostante i connotati negativi che portano questi stati d’animo, il blues rappresenta per le sue origini un cambio di stato, è infatti la musica degli schiavi liberati, che si spostano dalle piantagioni degli stati del sud degli USA e portano in giro nel Paese questo sound che racchiude sonorità della loro terra natia, l’Africa, realizzate con i poveri strumenti di cui erano dotati… il tutto condito con lo stato d’animo di chi ha sofferto e sta ancora lottando per ottenere un posto nel mondo.

Le origini del blues

Il blues trae le sue origini dalle canzoni di lavoro degli schiavi di colore, o dalle canzoni dei manovali e degli scaricatori di porto. Proprio da questi generi musicali prende la sua caratteristica call and response, di origine africana, mentre la parte più strumentale e armonica è molto più vicina alla tradizione europea.
Molti caratteri del blues sono riconducibili a tipiche usanze musicali africane: l’uso delle blue notes, i melismi, l’intonazione nasale, ma anche la diffusione dell’uso della punta di un coltello per suonare la chitarra e l’utilizzo del diddley bow, uno strumento realizzato tendendo una sola corda su un’asse di legno.

Il blues che conosciamo oggi ha una tipica struttura in 12 battute, ma alle sue origini le forme più diffuse erano in 8, 12 o 16 battute, basate sul giro tonica – sottodominante – dominante.
La musica blues è un tutt’uno con il suo testo, nasce infatti come accompagnamento alle storie di esperienze, sofferenze, difficoltà a cui gli schiavi di colore erano protagonisti nell’America di quegli anni. I testi non erano rigidamente ancorati alla melodia, le parole erano libere, venivano recitate e ripetute in maniera ossessiva.
Le melodie si basavano e si basano tutt’ora sulla scala pentatonica minore e sulla scala blues.
I maggiori cantanti e musicisti della musica blues dalle origini ad oggi sono stati( tra i tanti) :Leadbelly, Robert Johnson, Billie Holiday ,Muddy Waters, Odetta,Bo Diddley, Bessie Smith e molti altri.

La musica blues in Italia

Il blues si diffonde in Italia nella seconda metà del ‘900, insieme al jazz e a tutte le forme musicali straniere. A contribuire alla diffusione del genere negli anni ’70 artisti come Andy J. Forest, Cooper Terry e Dave Baker si trasferirono nel nostro Paese. I musicisti italiani più celebri nell’ambito blues sono oggi tra gli altri : Fabio Treves e la Treves Blues Band, Roberto Ciotti, Guido Toffoletti e la Blues Society, Tolo Marton, Stefania Calandra, Rudy Rotta, Pippo Guarnera e Nick Becattini. In particolare quest’ultimo è il maggiore esponente di blues elettrico italiano.
Nascono anche alcune riviste musicali dedicate al blues: nel 1977 Mucchio Selvaggio, nel 1980 Buscadero e nel 1982 Il Blues, che rimane ad oggi l’unica rivista italiana del tutto dedicata a questo genere.
Diversi anche i festival blues: il Pistoia Blues Festival nato nel 1980, il Liri Blues dal 1988, il Torrita Blues e molti altri.